Intervento Cons. GALLO nel Consiglio del 07.12.2020

Grazie Presidente,

Il punto su cui siamo chiamati ad esprimerci, ovvero Controllo della salvaguardia degli equilibri di bilancio – Bilancio di previsione finanziario 2020-2022 ai sensi dell’art. 193 del D.Lgs.  267/2000, è un punto essenzialmente tecnico e di carattere gestionale.

Differente da quello in discussione nel Consiglio Comunale del 30.11.2020 ove, insieme alla salvaguardia degli equilibri di bilancio, erano in votazione delle variazioni di Bilancio, provvedimento sul quale si sono già sprecati fiumi di parole e litri d’inchiostro e che accoglieva alcune indicazioni provenienti dalla volontà di questa amministrazione comunale. In tale circostanza la nostra posizione politica, la nostra scelta, ha determinato dei disservizi, parte dei quali dolorosi anche per noi, ma che non poteva essere più differita in altro momento.

Gli appelli, le sollecitazioni e gli inviti ad un “cambio di passo” che in questi mesi Alleanza per Mola ha rivolto all’amministrazione non hanno prodotto alcun tipo di risultato. Piuttosto, a queste nostre riflessioni si sono aggiunte quelle di altri componenti della maggioranza che, per senso di responsabilità, continuano a desistere nella speranza di una via d’uscita rispetto a questa difficile e dannosa situazione.

In questa direzione va la riflessione che è sopravvenuta tra tutti noi all’indomani della mancata approvazione del provvedimento. Insieme con l’intero consiglio comunale, ci siamo domandati:

per quale ragione l’amministrazione non ha inteso portare in approvazione il punto in seconda convocazione? A norma dell’art. 42 del nostro Regolamento per il funzionamento del Consiglio Comunale “nelle adunanze di seconda convocazione, le deliberazioni, sono valide purché intervengano 7 membri del Consiglio, senza computare a tal fine il Sindaco”. E ci sarebbero stati 8 consiglieri in aula.

Per quale motivo l’Assessore proponente, che dovrebbe avere tutto l’interesse ad approvare un suo provvedimento, non ha chiesto una sospensione del Consiglio, o non ha interrotto la discussione, invece di deridere un collega Consigliere e di allertare i presenti delle conseguenze della mancata approvazione? Perché non si è preoccupato di tutto questo?

Come mai lo stesso Assessore non ha messo in sicurezza un provvedimento ritenuto importantissimo dall’amministrazione,  riducendosi all’ultimo giorno utile per l’approvazione dello stesso? Siamo certi che, nel caso, anche approvando le variazioni di bilancio in seconda convocazione, già prevista per il 4 dicembre, considerata la norma che prevede il 30 novembre come data ultima per questo tipo di provvedimenti, lo stesso avrebbe potuto essere dichiarato illegittimo e incapace di sortire gli effetti sperati?

È questo il modo in cui intendete amministrare la cosa pubblica?

Sempre più forte e diffusa si fa la convinzione che tutta questa operazione sia stata artatamente messa in atto da chi, in ogni caso, avrebbe ottenuto un risultato in termini di ritorno positivo nell’opinione pubblica: se APM, o i colleghi di minoranza, avessero garantito il punto, l’amministrazione si sarebbe rivolta al suo interno calmierando i moti della maggioranza a cui ha garantito che il soccorso delle minoranze non sarebbe mai mancato e avrebbe indicato noi, come qualcuno non perde occasione di fare, come interessati a qualcosa, e che nonostante tutto, si dice, “quelli – Gallo e Sciannameo – non metterebbero mai a rischio l’amministrazione perché non vogliono andare a casa. Sono attaccati alla poltrona.”

Proiettando su di noi, evidentemente, le proprie paure.

In caso di abbandono dell’aula e impossibilità di approvare le variazioni, come accaduto, si sarebbe potuto giocare il tutto mediaticamente “distruggendo” non le idee degli avversari, per fare quello occorre essere persone davvero libere, ma l’immagine pubblica delle persone. Infatti già nella replica del primo cittadino in Consiglio sì anticipò la minaccia di trasferire la discussione sui social dove, evidentemente, non si vedeva l’ora arrivare per continuare a carpire la buona fede dei nostri concittadini e suscitarne le reazioni più umane.

Ci riteniamo colpevoli di tutto questo? Si, in maniera diversa e a seconda del grado di responsabilità derivante dal nostro ruolo: Consiglieri Comunali di minoranza. La maggioranza siete voi, e avete voluto esserlo nella maniera più egoistica possibile non chiedendo mai la condivisione delle scelte e tantomeno collaborazione del nostro gruppo e men che meno dell’allora minoranza. A voi, dunque, l’onore e l’onere di garantirvi i provvedimenti che da voi provengono.

Per quanto ci riguarda, la misura di un amministratore si misura attraverso la capacità di prevedere quello che sarà e di immaginare oggi soluzioni efficaci per il futuro, anticipando ogni evento, soprattutto quelli ritenuti più nocivi per la propria comunità.  Per quel che concerne l’ambito politico, invece, sentimenti di vendetta, atteggiamenti che incitano all’odio, o al pubblico dileggio degli avversari, non dovrebbero mai essere tollerati e stigmatizzati con forza e non ci apparterranno mai per stile, cultura e formazione umana e professionale.

Per tutte queste ragioni voteremo politicamente contro questo provvedimento, garantendo il numero legale a questa seduta, considerata la natura tecnica dello stesso, ed avendo noi bene a fuoco le motivazioni alla base del nostro impegno sociale.

Prima, in un passaggio, abbiamo richiamato il concetto di libertà. La domanda più importante qui non è se esiste o meno la libertà, quanto piuttosto: Tu ti ritieni libero? E se non ti ritieni tale, lo vuoi diventare? Hai, vuoi avere, il coraggio di essere libero?

Per essere liberi, infatti, ci vuole coraggio. Il coraggio di sottrarsi al pensiero dominante o alle circostanze che sono state determinate dai nostri comportamenti e ri-scoprire ogni giorno i valori in cui credi, avendo il coraggio scrollarsi di dosso le convenzioni che ci soffocano e costruire qualcosa di veramente autentico.

La costruzione del Bene Comune richiede questo tipo di libertà.

Noi siamo liberi, tanto più che l’oggetto del nostro impegno, del nostro comune sedere in quest’aula, è Mola per la quale proviamo un amore spassionato e disinteressato.

Grazie.

“Non abbiamo bisogno” – Intervento Cons. GALLO nel Consiglio del 30.11.2020

Grazie Presidente,

con la posizione che Alleanza per Mola assume questa sera, si sancisce in maniera precisa e inequivocabile il nuovo compito che il nostro gruppo intenderà perseguire, con maggiore forza e determinazione, senza fare sconti a nessuno, avendo oramai esaurito ogni riserva di fiducia nei confronti di questa amministrazione.

Quanto accaduto nelle passate settimane ha dell’inverosimile: da un lato la volontà delle forze politiche di maggioranza che hanno provato, in tutti i modi loro concessi dal potere costituito, a tentare una forma di dialogo e collaborazione, dall’altra l’assoluta miopia politica del Sindaco che, evidentemente incurante del proprio ruolo e delle responsabilità connesse all’esercizio della propria funzione, ha a più riprese esposto un concetto tanto semplice quanto pericoloso: “non abbiamo bisogno dei voti di Alleanza per Mola”.

In altri termini, i cittadini che compongono questo gruppo, coloro che hanno votato ed espresso fiducia nei confronti dei candidati nella nostra lista crociando il nostro simbolo, non sono ritenuti meritevoli di considerazione perché, dei loro rappresentanti democraticamente eletti e delle istanze espresse dal coordinatore, semplicemente “non ne hanno bisogno”.

Abbiamo assistito, in questi mesi, ad un crescendo di arroganza e di autoreferenzialità che davvero lasciano interdetti in merito alla capacità di misura di valutazione circa quello che ci viene chiesto di fare a servizio di tutti e di ciascuno.

E allora anche noi “non abbiamo bisogno” di tante cose e lo continuiamo a ripetere da mesi oramai.

Non abbiamo bisogno di amministratori part-time, ma di uomini e donne liberi che vogliano dedicare ogni minuto della propria giornata per programmare, amministrare e tentare di migliorare, con ogni forza, la vita di questa comunità e di alleggerire le difficoltà di tanti nostri concittadini che, troppo spesso, trovano cartelli con numeri di telefono a cui chiamare invece di disponibilità all’ascolto e la volontà disinteressata di farsi carico dei problemi.

Non abbiamo bisogno di Staff di tre o quattro unità (che costano alla comunità tantissimo) solo per sopperire alle mancanze e all’impossibilità di esserci fisicamente in questo Comune e, quindi, di non poter condividere con i nostri dipendenti gioie e fatiche, attese e delusioni, perché qui, nel “Palazzo di Città” lavorano uomini e donne che spesso ricevono solo promesse di legittime future gratificazioni e vivono nella disillusione.

Non abbiamo bisogno di continuare in questa campagna di incarichi, promesse d’incarichi e di alimentare un sistema clientelare che dovrebbe farci rabbrividire, piuttosto che impegnarci nell’autoconvincerci che, più che di scelte ben mirate, si tratta di semplici “casualità” e che il politico non ne sa mai nulla, non c’era, non ha sentito e certamente non ha visto. Piuttosto, come un mantra, ci viene ipocritamente ripetuto “sono atti gestionali e di responsabilità degli uffici”. 

Non abbiamo bisogno, per l’appunto, di chiacchiere e di rassicuranti bugie che hanno solo il compito di rasserenare le nostre coscienze: in tanti, in quest’aula, hanno scelto, per volontà e non per capacità, di rinunciare all’esercizio del discernimento tra ciò che è giusto e ciò che è sbagliato. Perché? Perché, ci dicono, “non possiamo buttare via il bambino con tutta l’acqua sporca”… “forza ragazzi – ci dicono – troviamo un modo di andare avanti, mancano solo 2 anni poi ognuno per la sua strada e penseremo ad un nuovo candidato Sindaco”. 

Non abbiamo bisogno di continuare a prendere in giro tanti nostri concittadini che ci chiedono soltanto ciò che crediamo sia un loro diritto, per il quale pagano: servizi della Pubblica Amministrazione efficienti, manutenzione ordinaria del verde, delle strade, dei parchi per adulti e bambini. Pulizia delle strade e di ogni luogo in cui si riunisce la comunità. In maniera ordinaria, tutti i giorni, e non straordinaria per un post su Facebook o per un comunicato stampa da inviare urbi et orbi con l’intenzione di celebrare (se stessi) più che informare.

Non abbiamo bisogno, questa sera, di rimanere in quest’aula, semplicemente perché voteremo e sosterremo con il nostro impegno, in maniera ancora più critica e sempre costruttiva, solo quei provvedimenti che noi riterremo tra i bisogni della nostra comunità. Come abbiamo appena fatto, d’altronde, nei confronti del provvedimento su Palazzo Alberotanza.

Il Bilancio di previsione 2020/2022 è stato approvato solo due mesi fa, al netto delle Entrate provenienti da altri Enti, il resto poteva e doveva essere già previsto. Non è condivisibile un ulteriore impegno di spesa per l’Ufficio di Staff o altri € 46.000 per un non meglio precisato “acquisto per la promozione della cultura e attività culturali” a fronte di un aumento di soli € 2500,00 per la morosità incolpevole.

D’altro canto, il “non detto” in tutta questa triste vicenda è che ci sono degli intoccabili, e tra questi vi è il proponente di questo punto iscritto all’ordine del giorno; Qualche collega, certamente più di uno, oggi avrebbe voluto uscire dall’aula con noi per evidenziare l’assoluta distanza circa alcuni metodi messi in atto da qualche amministratore, ma spera che la maggioranza maturi scelte e atteggiamenti finalmente costruttivi e quella valutazione, o “verifica” politica – amministrativa venga fatta sul serio. E non “per gioco”. Ancora oggi, differentemente da quanto propagandato in occasione della nomina dell’Assessore alla Cultura, le deleghe ai Consiglieri Comunali non sono state attribuite. C’è un perché, e lo sappiamo: c’è qualcuno che, per amore del nostro paese, ha deciso, come noi, di non abbassare più la testa.

Non abbiamo bisogno di sperare che le cose possano cambiare, non cambieranno, lo abbiamo capito. Ce ne siamo fatti una ragione. Oggi abbiamo bisogno, invece, di impegnarci per cambiare, ma davvero, il modo di amministrare una comunità e di fare politica.

Grazie.

TARI 2020 – Mola di Bari

Con delibera n. 35 del 18/09/2020 in Consiglio Comunale abbiamo approvato un nuovo Regolamento per la TARI il cui obiettivo procipuo è stato quello di prevedere, a fronte dell’emergenza da Covid-19 in atto, una serie di interventi a favore delle categorie più colpite in questo momento.

Questo intervento ha come obiettivo quello di segnalare due opportunità per le #famiglie, previste dal Regolamento, e che ritengo siano meritevoli di particolare attenzione:

  • NUCLEI FAMIGLIARI CON DISABILI

Ai sensi dell’art. 16 comma 4 del Regolamento l’intestatario di un’utenza domestica TARI può fare richiesta di una riduzione del 20% se all’interno del proprio nucleo famigliare è presente un componente con disabilità accertata uguale o superiore al 74%, indipendentemente dal valore dell’ISEE.

  • NUCLEI FAMIGLIARI CON ISEE FINO A € 4000

Sempre l’art. 16. Comma 3 lett. a) riconosce una riduzione 25%  sulla TARI per i nuclei familiari che sono in possesso dei seguenti requisiti: il richiedente deve essere intestatario di un’utenza domestica TARI relativa ad unità immobiliare accatastata in categoria A e il valore ISEE del nucleo familiare non deve superare l’importo di € 4.000,00.

Per entrambe le agevolazioni il termine di presentazione dell’istanza è fissato al 31 ottobre 2020.

Regionali 2020 – Riflessioni post voto

Ogni elezione segna uno spartiacque significativo all’interno dello scenario politico. Dato incontrovertibile è che al Presidente Michele Emiliano va riconosciuto il merito di aver capitalizzato un risultato imponente, e spero senta su di sé tutto il peso della responsabilità derivante dall’iniezione di fiducia dei pugliesi.

Per il mio territorio continuerò a chiedere, fino a che avrò fiato in corpo, azioni concrete ed efficaci per quanto concerne il tema della discarica di Contrada Martucci.  Le richieste sono note a tutti, ora occorre serietà e impegno: questa va stralciata definitivamente dal PRGRU.

Tutti gli altri temi come sanità, politiche agricole, politiche del lavoro ecc. sono note e comuni in tutta la Puglia e, ho apprezzato, è stato il neo-eletto Governatore a scusarsi per gli errori commessi nella passata legislatura.

Se Emiliano ha vinto (e ci tengo a sottolineare come non sia una vittoria della sinistra ma personale del Presidente, visti i transfughi della destra approdati nelle liste della coalizione vincitrice) è perché la destra non ha convinto.

E questo concetto è ravvisabile nel fatto che le liste ideologicamente maturate nella Sinistra, come ad esempio “Senso Civico”, “Puglia Solidale e Verde”, “Italia in Comune”, “Sinistra Alternativa” non hanno espresso nessun consigliere perché prive del carburante necessario: il consenso sufficiente a superare la soglia di sbarramento.

Il “Progetto Emiliano” assume sempre più la forma di un laboratorio civico che, in corrispondenza della pancia della gente, ha avuto il merito di inglobare tutte le speranze della gente e reagire alle paure che, anche artatamente, si alimentano nei cuori dei pugliesi.

Il Partito Democratico, invece, ha reagito all’antipolitica imponendo una classe dirigente che si presenta, oltre che giovane, preparata perché cresciuta alla scuola di uomini e donne che hanno fatto “la politica” degli ultimi 15 anni in Puglia. Tra questi, non è possibile soprassedere sull’elezione dell’Assessore del nostro Comune @Lucia Parchitelli a cui vanno gli auguri di buon lavoro per il bene delle Puglia!

A tutti i candidati locali va rivolto un sincero grazie anche solo per il fatto che, con la loro discesa in campo, hanno combattuto, anche se di poco, l’astensionismo che a Mola di Bari risulta essere sempre più il primo vincitore di ogni competizione elettorale. A parte ciò, quando ci si mette la faccia è sempre un gesto di grande coraggio e va apprezzato invece che criticato.

In merito alla Destra starò in silenzio, volutamente, anche perché, come dice il detto, “se non ne puoi parlar bene, è bene non parlarne”. Gli errori sono tanti ed elencarli è un esercizio inutile. Tutto ciò che ho espresso in precedenza è il merito della coalizione di Emiliano, e rappresenta anche tutto ciò che può essere ascritto come errore nella coalizione di centrodestra.  

Un esempio eclatante è il dato locale dell’amico e collega @Sebastiano Delre che, con coraggio e spirito di abnegazione, ha messo al servizio del progetto del centro-destra la sua candidatura portando un risultato che lo vede primo a Mola di Bari. I molesi gli hanno riconosciuto l’impegno e la coerenza. Certo non è bastato a vincere le sollecitazioni di un risultato “a buon mercato”, ovvero facile da raggiungere, ma ha tenuto issata la bandiera dell’ideale e della passione per il territorio. Grazie!

Queste alcune riflessioni su quanto accaduto che ho voluto offrire, così, per chi ha il piacere di sapere “come la penso”. Per chi non aveva nulla da fare e voleva impiegare due minuti del suo tempo a leggere qualcosa.

Infine un passaggio sull’amministrazione locale: tutto quanto espresso non ha nulla a che fare con questa. Mi spiace, e sono stato davvero preoccupato, quando qualcuno, in maniera incosciente, ha messo in atto gesti e comportamenti che potevano minare la prosecuzione del percorso amministrativo. Spero, davvero, che non vi siano riverberi e scosse di assestamento sul percorso iniziato nel 2018.

All’epoca ci siamo dichiarati “civici”, non senza ideali, ma “avulsi e distanti dalle logiche di partito”. Per noi di APM quella è e rimane la Legge, perché oggi la politica passa attraverso la corrispondenza tra parole e fatti; in altri termini: attraverso la coerenza.

La nostra posizione è nell’esclusivo interesse di Mola – Intervento CC 30.07.2020

Grazie Presidente,

interveniamo per dichiarazione di voto sul punto in discussione;

In premessa ci preme, ancora una volta, ribadire che questo gruppo ha la convinzione che la politica, soprattutto quella buona, nasca dal confronto. Siamo dunque ostinati nel voler, su tutto, provare a confrontarci e spiegare e non, come alle volte conviene fare, insinuare.

Ribadiamo quindi, oggi, nei fatti, la nostra posizione nell’ esclusivo interesse di Mola e dei molesi.

L’obiettivo di Alleanza per Mola è poter contribuire alla elaborazione di atti e riflessioni utili al paese, appare davvero complesso spiegare l’ovvio ma vogliamo solo fare politica.

Le riflessioni che in queste settimane hanno infuocato il dibattito, e attirato con tanta partecipazione l’opinione pubblica, ci auguriamo che possano aver offerto a tutti la possibilità di fermarsi a riflettere su di un fatto: questa comunità è dalle cariche elettive amministrata, perché si facciano le scelte più giuste, ma la sua crescita è affidata sempre e comunque a tutti e a ciascuno.

Superate le faziosità, spiegate le legittime motivazioni di tutti, compiuti i gesti dimostrativi che ciascuno ha ritenuto di offrire all’opinione pubblica per evidenziare quanto aveva in animo occorre con urgenza abbassare i toni e alzare le idee perché, come abbiamo sempre asserito, Mola merita sempre il meglio.

Le nostre intenzioni politiche oggi si tramutano in responsabili azioni amministrative: voteremo a favore di questo Rendiconto di Gestione Esercizio 2019 che altro non è che il risultato di gestione del Bilancio di Previsione 2019/21 anche da noi approvato, seppure mediato dalle istanze di tutti.

Occorre però evidenziare come alcune previsioni di spesa, che trasformavano “in cifre” le intenzioni politiche, non hanno ancora oggi prodotto un reale e concreto cambiamento. Solo a titolo esemplificativo ma non esaustivo richiamiamo qui alcuni impegni non realizzati.

La previsione di spesa di quasi 100.000 € per un “accordo quadro” sulla manutenzione del verde pubblico non è stato espletato e si è preferito procedere con degli affidamenti alla bisogna, non mettendo a regime una manutenzione seria del patrimonio verde del nostro Comune.

I 30.000 € stanziati per la manutenzione delle fontanine, sono stati utilizzati per il ripristino di queste?

Le somme stanziate per gli interventi di tutela ambientale? Di salvaguardia del verde? non hanno prodotto i risultati sperati.

Le somme necessarie per assumere il personale richiesto dal nostro Ente sono stanziate, comprendiamo le difficoltà burocratiche, ma i cittadini hanno diritto di servizi adeguati in misura delle tasse che pagano: occorre potenziare i servizi demografici, l’ufficio SUAP, da domani immagino si procederà con l’assunzione dei vigili stagionali che, nei fatti, potranno essere utilizzati per il periodo di agosto e settembre. La “stagione” per un paese che ha la pretesa di volere adempiere alla vocazione turistica deve iniziare almeno da metà aprile perché, considerando le feste Pasquali, anche la nostra zona collinare potrebbe essere valorizzata e utilizzata a tale scopo.

Per le sole “manifestazioni culturali” abbiamo speso ben oltre la somma di 250.000 € complessivi che riteniamo possano essere un investimento per attrarre avventori sul nostro territorio se a questo si affiancano i necessari ed indispensabili servizi (es. le rampe per i disabili sono troppo poche, parcheggi, parcheggi per donne in attesa).

Per il vestiario dei nostri Vigili Urbani è stata impegnata la somma di 80.000€ occorre fare la gara, con urgenza. È dall’attenzione per la persona che passa, spesso, una buona e leale collaborazione tra le parti e il dipendente rispettato fa propria la missione e l’intenzione dell’amministratore.

In controtendenza rispetto al resto sono le somme che sono state stanziate per gli incarichi di consulenza e collaborazione esterna, prestazioni professionali, prestazioni di servizi, e simili che sono state tutte impegnate e affidate.

Ci auguriamo che queste riflessioni e sollecitazioni giungano all’Amministrazione come invito a fare accompagnati dalla consapevolezza che si è qui non per sé stessi ma per tutti.

È questo il tema più grande con cui la politica oggi deve confrontarsi: quello dell’etica della responsabilità.

L’agire responsabile, crediamo, che non sia fissato una volta per sempre, come fosse un principio, ma propone una decisione adeguata ad ogni situazione nella sua concretezza.

Permetteteci, in conclusione, senza voler apparire arroganti di chiarire ulteriormente, e speriamo in maniera definitiva, quali idee e motivazioni guideranno le nostre azioni per il futuro.

Lo facciamo prendendo in prestito le parole da un pensatore contemporaneo che descrivendo “colui che agisce responsabilmente”. Afferma:

«Egli non ha alcun principio assolutamente valido, da applicare fanaticamente contro la resistenza della realtà, ma vedrà di comprendere, in una data situazione ciò che è necessario, ciò che è comandato, e agirà di conseguenza. La situazione data non è per l’uomo responsabile una materia, alla quale egli voglia imporre, applicare la sua idea, il suo programma, ma essa si trova compresa nell’azione, contribuisce a modellarla. Non si tratta di realizzare un bene assoluto; colui che agisce da responsabile si contenterà umilmente di preferire un meglio relativo ad un peggio relativo; il bene assoluto potrebbe risultare giustamente il peggio. L’uomo responsabile non imporrà alla realtà una legge estranea»

Grazie per l’attenzione.

fe1d5bcf-f482-4207-9d89-086d3be5f78b

 

Conferenza Stampa 22.07.2020 – Intervento del Cons. GALLO

NOTA INTRODUTTIVA – Il presente intervento, programmato per la seduta di Consiglio Comunale del 16/07/2020, è stato stato interrotto solo dopo poche battute perchè, ritenuto in maniera preventiva, in contrasto con il Regolamento di funzionamento del Consiglio Comunale. Lo stesso è stato reso pubblico durante la Conferenza Stampa organizzata dal movimento “Alleanza per Mola” in data 22/07/2020 presso la Libreria Culture Club Cafè in Mola di Bari.

Grazie Presidente,

Saluto i presenti: i colleghi consiglieri, gli assessori, il Sindaco e coloro che ci seguono in streaming;

Ringrazio la collega avv. Elisa Sciannameo per il suo intervento in cui ha richiamato i passaggi fondamentali di questa vicenda, che nel corso del tempo ha assunto una valenza assolutamente più grave rispetto al solo profilo della “incompatibilità” del Consigliere Comunale.

Se i colleghi di maggioranza permetteranno di dibattere in futuro, dando seguito alla procedura il cui punto è oggi in discussione e invocata dallo stesso consigliere nell’assise del 25 febbraio 2020, con i documenti che verranno forniti e le memorie che saranno rese potremo mettere un punto definitivo sulla questione anche dal punto di vista “tecnico – legale”. Diversamente offriremo nuove ragioni a quanti nutrono poca fiducia nelle istituzioni, di coltivare il sospetto e di alimentare maggiormente il dubbio.

Se questa scelta non dipende solo da noi, nostra responsabilità è invece quella di continuare quel percorso di comprensione circa i “perché” di una scelta che ha portato, dall’8 maggio scorso, Alleanza per Mola fuori dalla maggioranza.

Il caso oggi in discussione è la rappresentazione plastica di un “metodo” che, purtroppo, ha rappresentato un vero e proprio modus operandi dall’inizio di questa esperienza politica e amministrativa.

Per comprendere a fondo questo concetto è necessario richiamare atti e fatti, non noti alla cittadinanza, ma che hanno determinato l’avvio di questa “avventura” politica all’indomani delle elezioni comunali.

Coerentemente con quanto espresso e ribadito più volte in campagna elettorale, questo gruppo, non ha mai preteso nulla: mai ha cercato o aspirato a qualche poltrona. Perché? Semplicemente perché abbiamo sempre voluto “il meglio” per il nostro paese e perché, consapevoli del nostro status di “giovani consiglieri” alla prima esperienza amministrativa, abbiamo abdicato nei confronti del Sindaco perché facesse le scelte più giuste per tutti. In altri termini abbiamo investito un capitale di fiducia senza precedenti, nei confronti del Sindaco, perché Mola merita il meglio, sempre.

Se sia stato un investimento buono o cattivo lo valuteremo alla fine della corsa; adesso non è tempo per questo tipo di bilanci.

Le etichette non mi sono mai piaciute motivo per cui ho iniziato a valutare, giorno dopo giorno, se quell’aggettivo “giovane” non fosse una sorta di marchio che, una volta affibbiatoci, poteva determinare atteggiamenti incoerenti con lo “status di Consigliere Comunale” che invece ricoprivamo.

Presto ci siamo accorti che il fattore anagrafico diventava sempre più una discriminante per noi e che, come si fa per i bambini, agli adulti è affidato il compito di decidere ciò che è giusto o sbagliato.

Con queste premesse concettuali proviamo ora a raccontare quanto accaduto all’indomani delle elezioni.

Le Amministrative del 2018 si tengono il 10 giugno e con successivo turno di ballottaggio il 24 giugno viene eletto Sindaco Colonna. La prima riunione di maggioranza si tiene in data 13 luglio.

In quei venti giorni la neo-maggioranza non è coinvolta nella scelta delle personalità che avrebbero ricoperto il ruolo di assessori.

I Consiglieri Comunali non sono interpellati, i referenti delle liste nemmeno, solo un gruppetto di poche persone “lavora” alacremente, con un susseguirsi di riunioni, per determinare quella che doveva essere la Giunta.

Pensiamo che al netto di ogni valutazione, comportamento condivisibile o meno, i patti erano chiari (almeno per noi! O solo per noi…) e la Giunta era prerogativa del Sindaco. Quindi attendiamo pazienti e fiduciosi le sue scelte.

Il 13 luglio 2018 il Sindaco, dopo una preliminare consultazione “Lista per lista”, in cui a noi fu comunicato che l’altro gruppo di liste aveva proposto Orlando e che il Sindaco avrebbe gradito Vincesilao come riferimento per il gruppo di liste APM e Scelgo Mola, è convocata la prima riunione di maggioranza, durante la quale si ratifica che, diversamente da quanto dicevamo in campagna elettorale, la “divisione” della Giunta sarebbe stata così effettuata: 1 assessore per il gruppo di liste IDEA – La Voce; 1 assessore per il gruppo di liste APM – Scelgo Mola; e 3 Assessori indicati dal Sindaco con il criterio della competenza ed esperienza amministrativa.

In questa prima riunione, proviamo a porre alcune domande, soprattutto se le voci che circolavano fossero vere, ma nulla. Saranno i fatti successivi a raccontare un’altra verità: quelle voci erano vere e le decisioni erano già state prese in un luogo diverso da quello della maggioranza.

In una riunione decisiva a cui non ero presente, ma che mi è stata riferita appena conclusa da una fonte assolutamente attendibile, da qualcuno che siede in quest’aula, collocata temporalmente sempre prima della data del 13 luglio, fu portato sul tavolo di discussione una proposta che prevedeva: Vincesilao – vice sindaco; Olando – Assessore e Losito – Presidente del Consiglio. Così come immaginato prima della campagna elettorale. Infatti la Presidenza all’uno era il prezzo per la cessione di quel “Vice” all’altro.

Presenti alla riunione, insieme agli amministratori in pectore, anche alcuni stakeholders, persone non referenti ufficiali delle liste e neppure Consiglieri, che ponendo alcuni veti hanno prodotto la ripartizione che è sotto i nostri occhi.

Nulla di particolarmente rilevante, per noi, se non fosse che, man mano che le cose accadevano quell’investimento di fiducia ci appariva sempre più sproporzionato rispetto alla caratura delle azioni messe in atto.

“Non tutto può andare come ci si aspetta”, qualcuno si rassegnò con questa giaculatoria, e mentre il primo step era superato interviene la presa di posizione netta e decisa del dott. Mario Lepore. A tutti i costi doveva essere lui colui che doveva ricoprire il ruolo di Presidente del Consiglio Comunale.

Il Consigliere Lepore portò un concetto, all’attenzione di tutti, tanto semplice quanto vero: “chi aveva deciso che doveva essere Losito a ricoprire quel ruolo?” ed ancora “Quando la maggioranza ha deciso che doveva essere lui il presidente?”

La situazione degenerò:

Losito pretese che i patti venissero rispettati e con un atteggiamento che non condividerò mai fece pervenire le sue minacce al nostro indirizzo tanto che – parole sue – “Se non avrò ciò che mi è stato promesso io faccio saltare il banco al primo Consiglio Comunale”.

Restiamo attoniti. Si susseguono riunioni, incontri e scontri. In mezzo a tutto questo il collega era in vacanza e telefonicamente ci ammoniva circa il da farsi.

Il nostro gruppo provò ad avanzare la candidatura di Elisa Sciannameo alla Presidenza, ma non fu proprio presa in considerazione. D’altronde quale considerazione volete che si dia a due “giovani” consiglieri?

La risoluzione avvenne nella riunione di maggioranza del 30 Luglio 2018: Per trovare un punto di partenza fu sottoscritto un verbale (di cui ho copia) in cui si accordava la presidenza del Consiglio a Mario Lepore, si spartivano le Presidenze delle Commissioni e, come forma di risarcimento danni, al gruppo “La Voce” venivano corrisposte 2 presidenze. Perché non una per lista, visto che le liste sono quattro? È chiaro il motivo…

C’è un particolare, l’accordo è a tempo, infatti nel documento è scritto: “Si stabilisce, infine, che alla data del 31 dicembre 2019 si provvederà ad avviare una discussione di verifica di programma e degli incarichi assegnati in questo accordo ai Consiglieri Comunali”.

Come poi sono andate le cose è noto a tutti.

Le continue liti, incomprensioni, atteggiamenti inutilmente arroganti che hanno ammorbato i lavori dei Consigli Comunali e delle Commissioni sono orami tristemente note a tutti. Mai un lavoro di commissione in cui è presente il collega si è potuto svolgere nel pieno rispetto di tutti e nella serenità. Se all’interno delle stesse si provava ad offrire un contributo o, mai sia!, una posizione discordante, qualche minuto dopo si veniva portati all’attenzione di tutti per essere redarguiti.

Le parole minacciose e i verbi all’imperativo che mi/ci venivano rivolti, nelle diverse situazioni, hanno prodotto un continuo ricorso alla 6a opera di misericordia spirituale che dispone l’animo a “Sopportare pazientemente le persone moleste.”

Atteggiamenti di astiosità nei nostri confronti che hanno, nel corso del tempo, indotto anche in errate valutazioni alcuni nostri colleghi di maggioranza perché noi eravamo ormai il “nemico”. Tanto che in una delle più recenti riunioni maggioranza l’avvocato mi ha invitato anche “ad avere il coraggio lasciare la maggioranza perché o stai con noi o contro di noi” come se l’utilizzo della capacità di critica fosse un qualcosa di insopportabile.

In particolare nella riunione svoltasi all’inizio di settembre 2019 dovetti subire un vero e proprio processo: qualche giorno dopo avrei partecipato ad un incontro politico a Roma, nulla di serio ma solo una convention, certo organizzata dalla destra, ma che in realtà rappresentava per me anche l’occasione per stare qualche giorno fuori. A tale manifestazione non avrei dovuto partecipare perché “Noi siamo una coalizione civica e così facendo metti in imbarazzo l’intera maggioranza. Tu sei un consigliere comunale e se fai una cosa tu necessariamente coinvolgi tutti noi. Evita di partecipare!”

Era incomprensibile quello che stavo subendo, assurdo. Una limitazione (anche) della mia libertà personale, ero oramai in ostaggio di una vera e propria “dittatura della maggioranza”. Persino all’indirizzo del nostro gruppo arrivarono messaggi di avvertimenti perché la smettessimo di comportarci secondo coscienza ma che invece dovevamo essere fedeli e ligi alle indicazioni di questa maggioranza. Il perché di queste pressioni non era lontano da chi poneva questi diktat: durante quella stessa riunione un collega venne al dunque e ci rivolse una domanda secca: “abbiamo sentito in giro che non sosterrete a dicembre la nomina di Losito come Presidente del Consiglio, è vero?”

Ecco qui il vero motivo di tutto questo processo.

Risposi con una domanda: “Chi ha detto che il Presidente lo deve fare Losito”. L’avvocato ribatté: “Gianni (Vincesilao) e il Sindaco”. “Bene – risposi – loro troveranno i voti necessari per la tua elezione.”

Qualora avessimo avuto ancora bisogno di conferme, le stesse arrivavano senza neppure chiederle direttamente: era ormai chiaro che c’era un gruppo ristretto di persone che ha determinato tutto dal principio, e continuava a farlo con crescente prepotenza.

Con spirito di sacrificio siamo tornati ognuno alle proprie cose mentre cresceva in noi un senso di rigetto rispetto a tutto quello che accadeva, incontro dopo incontro, giorno dopo giorno, atto dopo atto…

Arriviamo quindi al “casus belli” ovvero la presunta incompatibilità del collega: sin dall’inizio abbiamo sostenuto, all’interno della maggioranza e fuori, di evitare di arrivare fino a questo punto, di evitare di portare in Consiglio Comunale la discussione e di dare da subito al collega di minoranza le risposte che cercava così da smetterla con questa guerriglia.

È lo stesso avv. Losito che ha imposto a tutti noi, ancora una volta, senza un confronto preventivo di attivare questa procedura.

Più volte ci siamo confrontati con i colleghi consiglieri tutti. Abbiamo sperato di non dover arrivare ad oggi perché, da questi banchi, noi abbiamo il dovere della verità e da questi scranni non avremmo mai potuto tacere i nostri dubbi: dal punto di vista tecnico, come ha esposto la mia collega Sciannameo, ma anche e soprattutto dal punto di vista politico e morale.

Abbiamo sopportato pazientemente tutto, abbiamo messo da parte il nostro “io” a vantaggio di un progetto più grande. Abbiamo giorno dopo giorno compreso che, come ebbi modo di scrivere a qualcuno per cui nutrivo grande fiducia:

“Dall’inizio di questa esperienza sapevamo che c’era tanto da lavorare, e volevo impegnarmi con tutto me stesso in ciò, ma comprendere che mentre da un lato si alimentavano sogni dall’altro si materializzavano promesse è un qualcosa che mi demotivato fortemente e mi ha lacerato dal di dentro. Forse quella “Politica” a cui aspiravo, e aspiro, non sarà mai realizzabile? Non lo so ma vi è un fatto: ho una speranza certa che mi spinge a proseguire nel cammino nonostante tutto e tutti verificando ogni giorno le reali motivazioni a fondamento del mio impegno.”

Crediamo, con oggi, di aver definito quel percorso di comprensione circa le motivazioni che ci hanno indotti a scegliere di lasciare la maggioranza per sostenere dall’esterno di questa l’esecutivo.

In data 8 Maggio 2020 abbiamo comunicato la scelta del nostro gruppo e le motivazioni ideologiche e concettuali su cui questa si fondava.

In data 30 Giugno 2020 abbiamo rappresentato le motivazioni politiche per cui non era più sostenibile fingersi altro rispetto a quello che si è scelto di essere.

Oggi, 16 Luglio 2020, abbiamo voluto rendere noti alcuni fatti che danno la misura di un modus operandi, che riteniamo moralmente illecito, che non potevamo più subire ed assecondare con il nostro, seppur motivato e sofferto, silenzio.

C’è chi potrà obiettare che non individua, dalla prospettiva del “Programma Elettorale”, ragioni capaci di motivare e sostenere la nostra scelta.

Ciò lo afferma chi ha interesse a voler derubricare il tutto a un mero fatto di carattere personale o caratteriale;

Ma anticipiamo la risposta dicendo che tale verifica avviene e avverrà con maggiore impegno ogni giorno nel merito di ogni provvedimento; e man mano che questi matureranno e saranno posti all’attenzione del Consiglio Comunale sottolineeremo le differenze di metodo che riterremo sostanziali.

In conclusione: l’spetto tecnico di tutta questa triste vicenda arriva fino ad un certo punto, l’aspetto politico, etico e morale lo supera di gran lunga e nonostante tutto, noi, se la procedura di verifica delle cause di incompatibilità verrà attivata, così come auspichiamo, ci comporteremo secondo Giustizia.

Se il collega vuole, legittimamente, conservare la sua onorabilità, ed è tutto corretto dal punto di vista legale (cosa che auspichiamo per il bene di tutti) non ha da temere scorrettezze da parte nostra. Permetta l’attivazione della procedura e produca a tutti noi le rinunce che attestano la veridicità delle sue parole.

Dovrebbe invece valutare se, alla luce di quanto oggi viene dibattuto, per il bene dell’amministrazione sia opportuna o meno la sua permanenza in questo consesso.

Il male si vince con il bene e non esiste un “male giusto”.

In questa esperienza abbiamo bisogno di coltivare sempre più atteggiamenti di Giustizia e Verità, valori per cui ci battiamo ogni giorno da semplici cittadini e a maggior ragione abbiamo il dovere di farlo oggi da amministratori della cosa pubblica;

Questo è quanto avevamo da dire nel merito.

Ai nostri concittadini l’esercizio del giudizio sulle nostre azioni e intenzioni.  Grazie.

Mola di Bari, 16/07/2020

Giovanni Gallo
Consigliere Comunale

115992763_2678010915768471_6470374845100018088_o

CC 16.07.2020 – Intervento Cons. SCIANNAMEO

Buon pomeriggio a tutti,

finalmente siamo arrivati alla definizione di questa triste storia, storia che per mesi è stata oggetto di querelle tra le parti anche e soprattutto al di fuori di questo contesto.

Siamo arrivati dopo mesi a definire la questione in consiglio grazie anche alla presa di posizione del consigliere Losito che durante il consiglio comunale del 25 febbraio ha chiesto di voler attivare la procedura volta ad accertare l’eventuale causa di incompatibilità in cui si sarebbe trovato prevista dall’art 69 del TUEL.

Credo sia a tal proposito opportuno, prima di esprimerci circa la sussistenza o meno di una causa di incompatibilità, procedere ad un excursus dei fatti, al fine di rendere chiara, sia a questo consesso, che a quanti ci ascoltano, la dinamica degli eventi.

-tutto ha avuto inizio da un interrogazione posta dal consigliere Daniele in data 03 agosto 2019 in cui veniva contestata la partecipazione dell’ avv. Losito ad una udienza del 14 maggio 2019 quale difensore di due soggetti privati per una causa penale in cui il comune risulta parte offesa, nonché anche difensore di un altro soggetto privato, ricorrente contro il comune, in un procedimento pendente dinanzi al Tar conclusosi ad ottobre del 2019.

  • alla successiva seduta del consiglio comunale riservata alle interrogazioni ed interpellanze del 31 ottobre, l’avv. Ass.re Orlando, rispondendo al consigliere Daniele, dichiarava che l’avv. Losito, nel momento in cui è divenuto consigliere comunale, rinunciava al mandato inerente al processo penale in considerazione della evidente incompatibilità nella quale in ogni caso si sarebbe trovato. Ciò è quanto sostenuto dall’ ass.re Orlando. Quale motivazione a tale dichiarazione? L’avv. Losito consegnava ad Orlando la copia della rinuncia datata 20 luglio 2018 ( quindi prima di rivestire ufficialmente la carica di consigliere comunale) che avrebbe inviato ai sui clienti. Se mi permettete voglio leggere la rinuncia. “a seguito della elezione dello scrivente alla carica di consigliere comunale, mi vedo costretto a rinunciare al mandato professionale a suo tempo conferitomi attesa la incompatibilità tra la figura di consigliere e quella di procuratore di un contenzioso avverso l’ente. Vorrete provvedere a nominare nuovo difensore, declinando ogni responsabilità sull’omessa eventuale sostituzione”, data 20 luglio 2018.” Quindi stando a questa lettera è lo stesso avv.to Losito che si dichiara incompatibile, motivo per cui prima di diventare consigliere rinuncia al mandato. Ora per spirito di verità bisogna dire che il povero ass.re Orlando in assoluta buona fede non ha avuto motivo di dubitare sulla veridicità di quanto consegnatogli del consigliere Losito, motivo per cui esibisce senza alcun problema la rinuncia al mandato consegnatagli dallo stesso Losito.

Questo per quanto attiene il processo penale.

  • Con riferimento, invece, al processo amministrativo, il consigliere Daniele, sempre per una maggior chiarezza durante sempre le sedute di consiglio dedicate alle interrogazioni e interpellanze chiedeva come mai l’avv. Losito risultava difensore di un soggetto privato in una causa amministrativa che ha visto la sua definizione soltanto ad ottobre del 2019, quindi in piena consigliatura.

Bene. Da questo momento in poi l’avv. Losito fornisce una serie di ingarbugliate giustificazioni che certo  non hanno favorito verità e trasparenza dallo stesso Losito decantate. Ma andiamo con ordine.

  • l’avv. Losito in un primo momento, con riferimento alla causa amministrativa, sosteneva che il 18 settembre 2017 veniva depositata presso il tar Puglia una istanza di rinuncia agli atti e all’azione pur non comprendendo perché mai, nonostante la rinuncia, si fosse giunti a sentenza. Tale rinuncia, sempre a detta del cons. Losito, era stata inoltrata telematicamente, così come previsto dalla normativa, e ciò era facilmente verificabile dalla ricevuta di accettazione. Ricevuta che però non è stata mai prodotta.
  • Per quanto riguarda invece il processo penale, lo stesso Losito inizialmente sosteneva che, appena avuta la nomina di consigliere comunale, provvedeva in data 20 luglio 2018 ( quindi ribadisco prima dell’insediamento ) a convocare i suoi clienti rinunciando al mandato difensivo con raccomandata, ma che purtroppo non avendo i suoi clienti dopo 10 mesi provveduto alla nomina di un nuovo difensore si vedeva costretto a partecipare all’udienza per deontologia ( insorgono in me dubbi e perplessità circa il dovere deontologico che obbliga un difensore a presenziare all’udienza dopo 10 mesi dalla presunta rinuncia al mandato, ma probabilmente ho ancora tanto da imparare dall’avv. Losito!! )

Cari colleghi, questa è la posizione che il consigliere Losito ha mantenuto fino a dicembre- gennaio, ma attenzione perché poi tutto cambia.

E così che la questione è stata successivamente affrontata in 2/3 incontri di 5 commissione in cui l’avv. Losito ha dato il meglio di sé. In particolare durante alcune commissioni qualche collega di minoranza ha fatto notare che nella rinuncia al mandato datata 20 luglio 2018 il consigliere Losito inserisce, oltre al numero identificativo del procedimento penale, anche la data della prima udienza di trattazione fissata dinanzi al giudice del dibattimento  che è appunto quella del  14 05 2019 ma che in realtà la fissazione della predetta  udienza veniva notificata al consigliere soltanto a marzo del 2019, quindi due mesi prima della comparizione in udienza e che pertanto alla data del 20 luglio del 2018 ( data in cui lui dice di rinunciare al mandato) l’avv. Losito non avrebbe mai potuto sapere la fissazione dell’udienza che è avvenuta solo otto mesi dopo.

A questa eccezione l’avv. Losito ha articolato una serie di giustificazioni che in realtà non hanno mai trovato riscontro in alcuna documentazione da lui prodotta.

Successivamente, sempre durante una riunione di V commissione si ricordava improvvisamente (e non si capisce come mai non l’abbia fatto prima) che non era più certo della data presente sulla rinuncia e che sicuramente la stessa sarebbe stata frutto di un errore. Mah!!!!!

Per il processo amministrativo, invece, ha sempre ribadito che la sua ultima attività risale a settembre del 2017 con la rinuncia al processo e che non si comprende per quale motivo il Tar sia arrivato lo stesso a sentenza.

Più e più volte abbiamo chiesto al consigliere Losito, sia all’interno delle commissioni sia all’interno delle riunioni di maggioranza, di fornirci documentazione che provasse sia la sua rinuncia al processo amministrativo sia la sua reale rinuncia al procedimento penale. Richiesta caduta nel vuoto.

Infine, è come se non bastasse, il 25 febbraio u.s. abbiamo avuto modo di recepire l’ennesima ricostruzione dell’avv. Losito:

Innanzitutto sostiene di aver convocato i propri assistiti non più in data 20 luglio del 2018 così come ha sempre dichiarato e documentato dalla rinuncia da lui stesso depositata, ma che in realtà avrebbe convocato i suoi clienti solo qualche giorno prima della udienza del 14 maggio 2019 ( anche questa volta purtroppo non riesce a fornirci alcuna data certa) dichiarandosi lui stesso incompatibile e invitando i suoi assistiti a nominare un nuovo difensore, che per ovvie ragioni, non nominano ( come si può sperare che si possa nominare un nuovo difensore che assuma la difesa soltanto qualche giorno prima dell’udienza)  trovandosi nei fatti, a dover comunque assistere i suoi clienti.

La domanda che nasce spontanea è: perché il consigliere Losito si ricorda solo a febbraio 2020 che la rinuncia che lui stesso ha consegnato e che riporta la data del 20 luglio 2018 è sbagliata??

Per quanto attiene al processo amministrativo, invece, sempre nella sua dichiarazione del 25 febbraio u.s. continua a sostenere che la sua ultima attività risale al settembre del 2017 e che il Tar per errore arriva a sentenza.

Ora, conclusa la narrazione dei fatti, mi concederete delle considerazioni.

Innanzitutto chi si è dichiarato incompatibile sin dall’origine, motivo per cui ha dichiarato di aver rinunciato ai due mandati professionali è proprio l’avv. Losito.

D’altro campo domando al Sindaco: fermo restando, come da lei ribadito durante il consiglio del 25 febbraio u.s. che la trasparenza, l’onestà e la chiarezza di questa amministrazione non sono in discussione, sciolga a me e ai presenti questo dilemma: come si giustifica il suo inoltrare al Prefetto una lettera in cui da una parte chiede allo stesso un parere sulla possibile incompatibilità e dall’altra si premura di rassicurare lo stesso Prefetto della avvenuta rinuncia dell’incarico da parte dell’avv. Losito precedentemente all’insediamento del primo consiglio comunale? Sarebbe come chiedere di che colore fosse il cavallo bianco di napoleone.

Sembra ovvio che se il cons. Losito avesse rinunciato agli incarichi prima dell’insediamento del Consiglio Comunale, il problema non sussisterebbe e a quest’ora non ne staremmo neanche a discutere.

Lo stesso Prefetto, nel risponderle, pur soffermandosi sulle cause di incompatibilità previste dalla normativa, ha comunque tenuto conto di quanto da lei riferito.

Successivamente, tuttavia, o per suo ravvedimento o perché redarguito da terzi, ha sentito il dovere di inviare una nuova nota al Prefetto rettificando quanto da lei dichiarato in precedenza con la motivazione che l’errore era riconducibile alla mancata conoscenza di quanto asserito dal Consigliere Losito nella seduta del consiglio comunale del 25 febbraio u.s.

Le rammento Sindaco, che lei a quel consiglio era presente.

Detto ciò, così come giustamente rimarcato dalla Prefettura, le cause di incompatibilità sono quelle elencate tassativamente dall’art. 63 del Dlgs n. 267/2000 e che la valutazione della eventuale sussistenza di tali cause è rimessa al Consiglio.

Vista la poca chiarezza della questione in esame e dando seguito alla procedura prevista dall’art. 69 del Dlgs 267/00 chiediamo che l’avv. Losito, nei termini di dieci giorni previsti dalla normativa, provveda a produrre atti e documenti volti a fornire chiarimenti definitivi sulla vicenda, riservandoci di poter esprimerci circa la decadenza o meno alla carica di consigliere al termine dei dieci giorni, così come previsto dalla procedura.

Questo per quanto attiene la procedura relativa all’incompatibilità.

Ineludibile, mi consentirete, è la questione morale, deontologica ed etica oltre che politica. Come recitava Seneca: “ciò che la legge non vieta, lo vieta il pudore”.

Mi sia consentito di sollevare una questione che è puramente morale, etica e deontologica: agli amministratori i cittadini chiedono legalità, lealtà, correttezza e trasparenza, che sembrano essere stati traditi dal comportamento del consigliere Losito tale da deteriorare i rapporti interpersonali e politici minando alla base quella dose di fiducia reciproca indispensabile per l’attivazione e il prosieguo dell’attività amministrativa.

Preciso che inizialmente ero assolutamente convinta della buona fede del collega Losito, e che la partecipazione alle udienze era dovuta ad una semplice svista o dimenticanza. Personalmente ho invitato il consigliere Losito a fare un passo indietro, a chiedere scusa, certa che la situazione si sarebbe risolta. Ma questa mia disponibilità è stata mal pagata e sono stata additata, come tanti altri,   incompetenti e incapace di svolgere adeguatamente il mio lavoro e la mia professionalità.

Incapaci, inetti? Sussiste la possibilità di imparare e crescere e andare avanti, ma decisamente ogni strada è preclusa agli arroganti.

Per tutte le questioni ampiamente esposte e per la nostra profonda convinzione che non possa esistere una sana politica senza il fondamento della morale, oggi non possiamo non chiedere le dimissioni del consigliere Losito.

Grazie a tutti per l’attenzione.

Elisabetta Sciannameo
Consigliere Comunale

IMG-0829

“Interrogazioni e Interpellanze” – Giugno 2020

Il 30 giugno 2020 si è svolto il Consiglio Comunale che, come da regolamento, è dedicato alle “interrogazioni e interpellanze”. Con questo intervento cercherò di riportare in maniera assolutametne sintetica le interrogazioni poste dal nostro gruppo Alleanza per Mola e le risposte della giunta e in alcuni casi qualche nota a margine circa gli sviluppi e/o nostri commenti nel merito.

GARA PER LA DIGITALIZZAZIONE DELL’ARCHIVIO COMUNALE

D – In data 30/07/2019 il Consiglio Comunale fu chiamato a ripianare un cospicuo avanzo di amministrazione (i famosi 3 milioni di euro) e tra le diverse voci di spesa ben € 190,000,00 (cap. 10500) furono stanziati per “Spese per il riordino dell’archivio comunale”. A che punto siamo?

R – Stiamo quasi per partire, sono in elaborazione gli ultimi atti di gara. Confidiamo di far partire la gara nell’arco di 30 giorni.

VIA NINO ROTA, 28 – CHIARIMENTI SULL’OCCUPAZIONE DELL’IMMOBILE

D – Da diversi documenti e dalle attività che è possibile verificare di persona l’immobile di via Nino Rota, n. 28 risulta essere occupato. Esiste un regolare contratto di locazione?

R – Si, risulta di un contratto del 2010 che prevedeva un “6 + 6” e quindi attualmente dovrebbe essere in regime di proroga;  Le faccio avere copia del contratto e con più precisioni i dati in merito alle scadenze.

Nota: L’Assessore Orlando, che ringrazio, ha provveduto a fornirmi copia del contratto di locazione; La società ha provveduto nei giorni scorsi a corrispondere quanto dovuto nei confronti dell’Ente per un totale di € 9600,00. (Il cannone di locazione stabilito dal contratto è di € 400,00 mensili)

POSIDONIA A “PORTECCHIA” E IN LOCALITA’ “ACQUA DI CRISTO”

D – Quali interventi in programma per la rimozione della posidonia a Portecchia e in località Acqua di Cristo?

R – Abbiamo fatto richiesta di rimodulazione di un finanziamento per poterci occupare della rimozione e trasformazione della posidonia a Portecchia. La Città Metropolitana ci ha accordato l’intervento e siamo in attesa degli adempimenti amministrativi. Per quanto riguarda la zona “Acqua di Cristo” abbiamo un finanziamento regionale per la pulizia delle spiagge ma non vi sono interventi ulteriori per la posidonia lì presente.

SAGRA DEL POLPO 2020

D – Senza alcuna vena polemica ma semplicemente per rispondere alla domanda di diversi cittadini, visto anche che su alcuni siti non istituzionali si riporta la notizia, si terrà l’edizione 2020 della Sagra del Polpo?

R – No, per quest’anno non ci sarà.

PARCHEGGIO DI SCAMBIO /PULLMAN MOLA – COZZE

L’amministrazione informa che è procinto di avviare, in via sperimentale, l’attivazione di un servizio navetta da Mola a Cozze per permettere di accedere alle aree di spiagge libere senza dover necessariamente utilizzare l’auto.

D – Verrà fatto un avviso pubblico per il gestore di questo servizio? Sarà gratuito o a pagamento?

R – Nessun avviso, è un’iniziativa sperimentale da realizzare con l’azienda che già attualmente si occupa del servizio di bus – navetta nel paese, quindi l’Azienda MICCOLIS. Si tratterebbe quindi semplicemente di un’implementazione del servizio che è a pagamento.

ANTICONCEZIONALE PER PICCIONI

D – Vado a memoria: ricordo che furono stanziati € 20.000,00 per un intervento atto a limitare la proliferazione dei piccioni. Cosa è stato fatto?

R – I soldi stanziati nel bilancio per un sono stati utilizzati per manutenzione annuale del sistema di dissuasori installato su Palazzo Roberti – Alberotanza (per quel che riguarda i € 10.000,00 di spesa corrente). Mentre gli altri € 10.000,00 sono stati utilizzati per il ripristino dell’impianto esistente per il Teatro van Westerhout (per la parte in Conto Capitale)

CENTRO DIURNO PER DISABILI – VIA DE GASPERI

D – Centro diurno per disabili è stato inaugurato nel 2015, è stata svolta una gara per l’affidamento della struttura e mi pare che ci sia una Cooperativa affidataria. Siamo nel 2020, dopo 5 anni a che punto siamo? A seguito dello stato d’incuria e abbandono pare che vi siano state delle infiltrazioni di acqua che hanno reso inagibile il piano interrato, tanto da rendere necessari nuovi lavori. Quando partiranno?

R – Siamo in atteso della Delibera di Giunta Regionale in merito all’autorizzazione al convenzionamento dei nuovi centri diurni, senza dei quali è molto difficile per le famiglie accedere a questi servizi.  Per quanto riguarda i lavori è inutile farli senza sapere quando potrà aprire.

Nota: L’Assessore Berlen precisa fuori microfono che i lavori di sistemazione saranno effettuati a settembre.

BIBLIOTECA COMUNALE

D – A seguito dell’emergenza Covid-19 la Biblioteca comunale è stata chiusa. Oggi si garantisce il solo prestito dei libri. Quando i ragazzi potranno tornare a utilizzarla?

R – Contiamo nei prossimi 10 giorni di riaprire e rendere nuovamente fruibile gli spazi della biblioteca comunale.


Per richieste e segnalazioni potete scriverci ai seguenti indirizzi e-mail:

102556047_10207241421030514_7359985210816028970_n

CC 30.06.2020 – Intervento Cons. GALLO

Intervento del Capo Gruppo di Alleanza per Mola durante il Consiglio Comunale del 30 giugno 2020

Buongiorno a tutti,

Sindaco, Giunta, Presidente, Consiglieri e pubblico che ci segue da casa.

Come ho avuto modo di fare già in altre occasioni, quando qualcun altro ha inteso dichiarare la propria appartenenza a un partito diverso, voglio augurare al Consigliere Giacomo Clemente buon lavoro. Voglio immaginare, e di questo ne sono assolutamente convinto, che questi passaggi, caro Presidente, siano il frutto di una adesione a dei valori e a dei partiti che magari sono più congeniali al proprio modo di vedere il mondo.

Personalmente non ho mai aderito a nessun partito, oggi non faccio parte di nessun partito, ma rimango ben inserito in quella che è “Alleanza per Mola,” ancorché qualcuno immagini che vi siano discrasie tra il “gruppo – movimento” e il gruppo consiliare. Queste non ve ne sono, e quindi voglio rassicurare chi, magari, in queste ore, si sta preoccupando di questo.

Al tempo stesso, però, caro Presidente, vorrei un attimo richiamare me stesso a qualche concetto che era, è e spero sarà alla base di quello che è il nostro impegno.

Ho la mania di certificare i passaggi e di cercare di assumere un atteggiamento di coerenza rispetto a quello che è un percorso. Domani, però, potrò anche decidere di fare il contrario di ciò che dico oggi, ma se questo cambiamento è supportato da un discorso di coerenza, male non c’è. Oggi il consigliere Clemente ha compreso e ha fatto la scelta di passare da un movimento civico, quale “Idea” (movimento politico civico di estrazione di centro destra) a uno di centro sinistra. È una scelta, onore alla coerenza!

Stessa coerenza, però, che chiedo a me stesso! In data 14/02/2018 noi abbiamo prodotto, cari colleghi, un documento che ha visto la prima stesura proprio da parte mia e di tanti altri, perché voglio ricordare a me stesso che tutto il concetto di civismo è stata una riflessione che ho avuto modo di fare insieme a qualche altro amico partecipe in quel momento, riflessioni a cui si è giunti studiando e cercando di comprendere quale potesse essere, in questo dato momento storico per la città di Mola, la scelta più giusta e più oculata. Nel primo documento ufficiale, che vide le quattro liste a sostegno della coalizione “Cantiere Civico” scriviamo:

L’ambizione di questo “progetto civico” è nella realizzazione di una nuova stagione per la nostra città: intendiamo superare in maniera definitiva le divisioni legate a sigle e simboli di specifica connotazione partitica, o peggio ancora ad un leaderismo incapace di generare quella cultura della partecipazione secondo cui ogni cittadino ha il diritto – dovere di realizzare il tanto auspicato “cambiamento”. Ecco perché il “civismo” è l’unica strada possibile per chi vuole, insieme a noi, vivere libero da condizionamenti e allo stesso tempo liberare i processi democratici da ogni sorta di giogo!”

Questo documento è conseguente a un altro documento scritto, questa volta, solo “Alleanza per Mola”, un documento politico programmatico intitolato “Per un Civismo possibile”, frutto di riflessioni da noi prodotte come gruppo politico, e che si sono, nel tempo, evolute così bene da portare all’elezione di questa amministrazione, di questa maggioranza. Dunque quei vituperati concetti hanno prodotto un dato risultato.

Nulla quaestio, però oggi ci troviamo a dover richiamare questi concetti fondativi: perché?

Ho provato anche a fare una scaletta degli ultimi interventi vissuti dalla “maggioranza” e quindi dall’ “amministrazione”.

Il 25 giugno 2018 le elezioni amministrative eleggono il sindaco di Mola di Bari Giuseppe Colonna, a cui faccio tanti auguri per i due anni appena trascorsi.

Il 3 agosto 2018 vengono eletti anche i consiglieri, perché insieme al Sindaco vengono eletti i consiglieri, c’è la convalida degli eletti e quindi siamo tutti tecnicamente chiamati a svolgere questo ruolo.

Il 16 novembre 2018 nasce a Mola di Bari la locale sezione di “Italia in Comune” che viene annunciata con un comunicato stampa. Il comunicato stampa dice:

“Nella stessa circostanza Michele Lieggi, già candidato al Consiglio Comunale nelle scorse amministrative del 10 giugno 2018 e tra i fondatori della sezione di Mola di Bari, è stato eletto nel coordinamento regionale di Italia in Comune Puglia, ricevendo la delega alla formazione professionale, start-up, politiche giovanili.”

Il riferimento è all’Assemblea Regionale di “Italia in Comune” che si celebra al Altamura il 18 novembre 2018. Erano lì presenti il sindaco Colonna, l’assessore Vergatti e quindi suo marito Michele Lieggi (candidato di Alleanza per Mola).

È capitato anche a me, anche io ho partecipato a qualche iniziativa, non vi è un problema, se non che il sindaco Colonna tiene un accorato intervento che dice:

“Ci credo fortemente per due motivi principali. Il primo: perché, com’è stato detto più volte questa mattina, l’esperienza amministrativa quotidiana di sindaci, di consiglieri comunali, di assessori credo che sia la migliore ricetta per fare buona politica. E questo si è perso purtroppo negli ultimi anni. Io ho 37 anni, ho avuto esperienze nei partiti, questa che come diceva Alessio sembra essere diventata una brutta parola. Ho persone, più giovani di me, trentenni, che non hanno fatto un giorno di attività politica nei partiti: bisogna ricominciare a fare attività politica nei partiti. Secondo: rompere gli schemi, così com’è successo a Mola e responsabilizzarci tutti attorno a dei progetti comuni che devono essere portati all’attenzione delle nostre città, della nostra Città Metropolitana, della Regione fino al governo nazionale. La migliore risposta è la buona politica e Italia in Comune credo che rappresenti la buona politica.”

Ma non basta: il 12 gennaio 2020 il sindaco Colonna partecipa alle primarie del centro-sinistra (non è compito mio dire se le motivazioni siano corrette o scorrette). Sta di fatto che si partecipa ad un momento di vita democratica di una coalizione che non nell’ordine del giorno delle nostre riflessioni, così come non lo è sostenere un candidato anziché l’altro all’interno di un processo intermedio, quali sono le primarie di una coalizione, con cui nulla abbiamo a che fare.

Oggi, con un comunicato stampa del 15 giugno 2020, il consigliere Clemente ci dichiara la sua adesione a “Realtà Pugliese”.

Anche questo mio intervento è stato condiviso con il gruppo APM: cerchiamo sempre di avere un’ottima dialettica e di conservare la massima trasparenza tra noi, perché perdere la base, perdere la fiducia, è ciò che di peggio possa capitare a chi vuole fare l’amministratore o a chi vuole fare politica.

Rinnovo gli auguri a Giacomo Clemente, però invito tutti ad un serio esame di quelle che sono le motivazioni che spingono tutti noi a lavorare per il paese: possa essere da destra, possa essere dal centro, possa essere da sinistra, se l’obiettivo è lavorare per Mola e fare bene il problema non sussiste, però a un certo punto dobbiamo raccontarci per chi siamo e non per chi vogliamo sembrare di essere.

Io vi ringrazio e mi scuso se ho rubato qualche minuto, però era importante, e sarà importante anche nel corso dei prossimi consigli, offrire l’opportunità di comprendere perché due giovani consiglieri, ancorché trentenni e alla prima esperienza politica, vivano o abbiano vissuto situazioni di criticità all’interno della politica stessa. Per cui ci interrogheremo giorno dopo giorno se sarà il caso di perseguire in una esperienza che, rispetto a quelli che erano i sogni iniziali, oggi impatta con una realtà animata da ben altre motivazioni. Grazie.

Giovanni Gallo
Consigliere Comunale – Capogruppo “Alleanza per Mola”

LOGO ALLEANZA PER MOLA